15 Il mantenimento di una coerenza stretta e rigorosa ha diversi livelli di importanza
Sintesi del contesto di applicazione
Situazione: normale utilizzo dell'interfaccia. Problema: l'utente utilizza per prime funzioni di secondaria importanza. |
Accorgimenti in sede progettuale: Mantenere una rigorosa coerenza a partire dai livelli più importanti, ovvero, nell’odine: coerenza a livello di piattaforma, coerenza a livello di applicazione, coerenza a livello di suite di applicazioni, coerenza a livello di schermata, coerenza dei piccoli elementi grafici visibili, coerenza degli elementi non visibili.
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Stato dell'analisi
Tema molto complesso. Testoda rivedere, troppo dispersivo, pochi esempi e nessuna immagine.
Applicazione del principio
Problema: L’utente utilizza per prima funzioni di secondaria importanza
Aspetto fondamentale: Fattore estetico-funzionale
L’interfaccia deve poter essere in grado di focalizzare la propria attenzione su il motivo di ricerca senza lasciarsi distrarre da elementi presenti nella pagina che lo portano a sviare dl motivo ultimo di ricerca.
Vinci deve essere una coerenza fra una serie di fattori
Coerenza a livello applicazione: deve esserci una chiara distinzione (precisa e visibile) fra i diversi stadi di ricerca. Inoltre, è bene chiedersi, l’applicazione risponde o sta rispondendo adeguatamente all’esigenza che cerco?
Coerenza a livello suite di applicazioni: la suite deve essere contraddistinta dalla presenza di indicatori mirati a risolvere il problema (quali: elementi, simboli, segnaletica) che permettono un giusto indirizzamento da parte dell’utente nei settori di ricerca dal soggetto interessati/ desiderati.
Coerenza a livello schermata: i principi devono basarsi sull’ intuitività, ricerca immediata, facilità di ricorrenza fra gli elementi presenti nell’interfaccia.
Coerenza di piccoli elementi grafici stilistici visibili come nel caso di indicatori propri dell’applicazione per facilitarne l’aspetto di adattabilità e di uso quasi costante.
Coerenza degli elementi non visibili (o difficilmente intercettabili alla vista immediata): gli elementi devono poter essere individuati mediante una ricerca non approfondita e devono poter essere ricavabili da funzionalità ricorrenti nell’interfaccia (fungere da input) ad esempio mediante l’utilizzo di icone della stessa forma e stile.
Di seguito vi sono indicati una serie di errori da non compire nel momento in cui si inizia a definire il concetto di coerenza di interfaccia:
• Evitare di arrecare discontinuità d’uso nei confronti di chi adopera la applicazione
• più i comandi vengono resi comprensibili e di facile intuizione maggiori le occasioni in cui colui che usufruisce della piattaforma si possa trovare a suo agio nella navigazione online
• Evitare di rendere incomprensibile la distinzione fra le diverse categorie e sotto-categorie didascaliche di un dato contenuto.
• È fondamentale ci sia coerenza fra le diverse informazioni presenti all’interno della piattaforma apportando chiarezza visiva e conseguente sicurezza di apprendimento delle informazioni fornite
• Evitare di accumunare, raggruppare i diversi livelli fra di loro al di sotto di un unico carattere distintivo. Ciò non permette di distinguere quale sia il livello di appartenenza in funzione dell’obiettivo di ricerca
• Evitare di congestionare eccessivamente l’interfaccia-utente mediante l’utilizzo smisurato di segnaletica volta all’indirizzamento nel sito fra i quali sono compresi simboli ed etichette referenziali
Esempio di applicazione: prodotto digitale
Sito LINGsCAR
Problema principale: disposizione incoerente di elementi nell’interfaccia
Quando ci si trova all’interno dell’applicazione ci si sente subito persi. Non si sa come potersi muovere se non ci si ha navigato almeno un paio di volte. Gli utenti una volta che ci accedono tendono a dimenticare lo scopo principale di ricerca molto facilmente in quanto si trova immediatamente a guardare un’interfaccia congestionata di informazioni non correlate fra loro e disperse casualmente nella schermata senza che ci sia un senso logico di disposizione di quest’ultime.
Proprio per questo motivo la persona che si trova ad utilizzare l’applicazione è incline spesso ad utilizzare per prima funzioni di secondaria importanza dandone inconsciamente prevalenza su quelle di primaria importanza.
Applicabilità a oggetti fisici e prodotti
Esempio di applicazione: prodotto fisico
Forno a Microonde Panasonic
Il problema principale risiede nell’interfaccia fisica che risulta sgradevole e poco invitante al suo utilizzo. Vi è una coerenza fra i tasti in quanto sono disposti in modo sistematico, tuttavia si fa difficoltà a capire quale simbolo corrisponde ad un dato comando in quanto caratterizzato dalla presenza di troppi simboli anziché di parole esplicitate nei tasti. Occasionalmente i comandi si ripetono e presentano elementi screen-based non sempre chiari da distinguere in quanto molto assimilabili fra loro tanto da confondere chi utilizza l’elettrodomestico. Essendo i tasti caratterizzati dalla mancanza di tridimensionalità non si saprebbe dire con certezza se questi andrebbero premuti o sfiorati.
Enunciato originale del principio
The following list is ordered from those interface elements demanding the least faithful consistency effort to those demanding the most. (Many people assume that the order of items one through six should be exactly the reverse. This can lead to real confusion as users confront pages that look familiar, but act completely different.)
1. Top level consistency
- Platform consistency: Be generally consistent with de jure & de facto Standards
- In-house consistency: Maintain a general look & feel across your products/services. Communicates brand and makes adoption of your other products and services easier and faster
2. Consistency across a suite of products, e. g., Microsoft Office
General look & feel communicates family
3. The overall look & feel of a single app, application or service–splash screens, design elements, etc.
A visual designer should establish a purposeful & well thought-through visual language, shaped by usability testing. User behaviors should be fully transferable throughout the product.
4. Small visible structures, such as icons, symbols, buttons, scroll bars, etc.
The appearance of such objects needs to be strictly controlled if people are not to spend half their time trying to figure out how to scroll or print. Their location is only just slightly less important than their appearance. Where it makes sense to standardize their location, do so.
5. Invisible structures
Invisible structures refers to such invisible objects as Microsoft Word’s clever little left border that has all kinds of magical properties, if you ever discover it is there. It may or may not appear in your version of Word. And if it doesn’t, you’ll never know for sure that it isn’t really there, on account of it’s invisible. That is exactly what is wrong with invisible objects and why, if you insist on using them, rigid consistency becomes so important.
Apple apparently thought this was a good idea and started copying Microsoft by adding invisible controls from scroll bars to buttons everywhere. The situation on the Mac got so bad that, by the early 2010s, the only way a user could discover how to use many of the most fundamental features of the computer was to use Google to search for help. (For more, see: Discoverability)
Some objects while, strictly speaking, visible, do not appear to be controls, so users, left to their own devices, might never discover their ability to be manipulated. If you absolutely insist on disguising a control, the secret rule should be crisp and clean, for example, “you can click and drag the edges of current Macintosh windows to resize them,” not, “You can click and drag various things sometimes, but not other things other times, so just try a lot of stuff and see what happens.”
Objects that convey information, rather than being used to generate information, should rarely, if ever, be made invisible. Apple has violated this in making the scroll bars on the Macintosh invisible until a user passes over them.
6. Interpretation of user behavior
Changing your interpretation of a user’s habitual action is one of the the worst things you can do to a user. Shortcut keys must maintain their meanings. A learned gesture must be interpreted in the standard way. If the button that carries the user to the next page or screen has been located at the bottom right for the last 30 years, don’t move it to the top right. Changes that require a user to unlearn a subconscious action and learn a new one are extremely frustrating to users. Users may not even realize what has happened and assume that something has failed in their hardware or software.
If you want to attract existing users of someone else’s product to your product, you should try to interpret your new user’s commands in the same way by, for example, allowing them to reuse the same shortcut keys they’ve grown used to.
(fonte: Bruce Tognazzini, First Principles of Interaction Design)