24 Se scegli di nascondere la complessità, "fallo solamente nello showroom"


Sintesi del contesto di applicazione
Situazione: normale utilizzo dell'interfaccia.
Problema: l'utente non trova le funzioni avanzate di cui avrebbe bisogno.
Accorgimenti in sede progettuale: Creare diversi livelli di interfaccia: base/intermedia/avanzata

Stato dell'analisi Completa


Applicazione del principio La complessità di un sistema non va eliminata, perché spesso è necessaria per funzionare bene. Bisogna invece gestirla e organizzarla al meglio per l’utente finale. Un buon design di sistema contiene al suo interno processi complessi, ma li presenta in modo semplice e chiaro. Quando la complessità è ben progettata, l’utente può usare il sistema senza doversi preoccupare di come funziona. La semplicità che percepiamo non nasce dall’assenza di complessità, ma dal giusto modo in cui viene organizzata.
f.01
In fig.01 si può vedere come i software di modellazione o animazione in questo caso 3D Max, risultano a primo impatto molto complessi, vista la complessità di strumenti e impostazioni che prevede. Premendo il tasto F1 mentre sei all'interno di 3ds Max, il software aprirà automaticamente la documentazione ufficiale di Autodesk nel tuo browser. La cosa utile è che la guida è contestuale: se hai selezionato uno strumento specifico o una finestra di dialogo e premi F1, verrai indirizzato direttamente alla pagina che spiega quella funzione specifica.
f.02
L'interfaccia di Gmail è un esempio di semplicità stratificata: immediata per le funzioni base, ma complessa nelle personalizzazioni. Sebbene inviare un'email sia intuitivo, configurare un messaggio automatico ricorrente (come una firma o un modello) richiede l'accesso a menu specialistici non visibili in superficie. Questa struttura protegge l'utente comune dal disordine visivo, ma rende necessario un tutorial per chiunque voglia sfruttare gli automatismi avanzati del sistema.
f.03
nella fig. 03 viene rappresentata la schermata iniziale di Excel, il quale è l'esempio perfetto di complessità stratificata: a prima vista appare come una semplice griglia di celle, un'interfaccia che chiunque può usare per gestire semplici elenchi. Tuttavia, sono presenti funzioni come le tabelle pivot, formule, le logiche nidificate o la gestione dei dati tramite Power Query richiedono una conoscenza specifica per essere padroneggiate. In Excel, la potenza del sistema è organizzata in livelli: rimane accessibile per i compiti base, ma richiede guide e approfondimenti per sbloccare gli strati più avanzati e trasformare i dati in analisi sofisticate.
f.04
La complessità stratificata nelle interfacce digitali emerge chiaramente confrontando app semplici e software professionali. Nell’editor foto dell’iPhone fig.04, le funzioni principali — taglia, ruota, filtri — sono immediatamente accessibili. L’utente può modificare le immagini rapidamente, senza esplorare menu complessi. La complessità è minima e organizzata in modo chiaro: tutto ciò che serve all’uso quotidiano è subito disponibile.
In un software come Adobe Premiere fig.05, invece, l’interfaccia offre strumenti base solo sulla barra principale. Funzioni avanzate (curve, livelli di colore, effetti e keyframe ) sono nascoste in pannelli secondari o menu contestuali. L’utente inesperto può iniziare a lavorare senza sentirsi sopraffatto, mentre chi cerca controllo professionale può esplorare i livelli più profondi dell’interfaccia.



Applicabilità a oggetti fisici e prodotti Un buon prodotto moderno non deve eliminare la complessità, ma deve saperla offrire un po' alla volta. Il design ideale si presenta subito semplice e intuitivo, permettendo a chiunque di usarlo senza difficoltà per le funzioni base. Solo in un secondo momento, chi desidera più controllo o personalizzazione può scoprire le funzioni avanzate nascoste sotto la “superficie”. La stratificazione delle complessità evita di sovraccaricare l’utente, organizzando le informazioni e le opzioni in modo chiaro e coerente. La complessità diventa così una risorsa, non un ostacolo. Ogni livello successivo è accessibile, attraverso delle guide o dei manuali, senza compromettere l’esperienza di base. Questo approccio costruisce fiducia e soddisfazione. Un prodotto ben progettato accompagna l’utente, guidandolo tra semplicità e complessità.
f.05
Il termostato in fig.05 è un buon esempio di complessità organizzata su più livelli. Regolare la temperatura è un’operazione semplice, alla portata di chiunque, grazie a un’interfaccia immediata come una rotella o un display. Dietro questa apparente semplicità, però, c’è un sistema piuttosto articolato che mette in comunicazione sensori, caldaia e logiche di efficienza. È quando si passa a funzioni come la programmazione oraria o il controllo smart che la complessità viene fuori e spesso diventa necessario consultare un manuale. Un progetto ben fatto non cerca di nascondere questi aspetti tecnici, ma li dispone in modo ordinato: lascia essenziale e chiaro ciò che serve ogni giorno, e sposta le impostazioni più avanzate in menu secondari, riducendo lo sforzo per l’utente.
f.06
La Smart TV fig.06 colpisce subito per il suo design essenziale, pensato per attirare nello showroom e sembrare semplice una volta arrivata in casa. Il telecomando minimalista suggerisce un utilizzo immediato, ma dietro questa prima impressione si nasconde una struttura più complessa: menu articolati, regolazioni dell’immagine, impostazioni di rete e opzioni legate alla privacy.
Questo rende la Smart TV un esempio chiaro della tecnologia contemporanea: deve apparire facile e rassicurante per chi ha poca esperienza, ma allo stesso tempo offrire strumenti avanzati a chi vuole un controllo più preciso. Una buona progettazione non elimina la complessità, ma la organizza in modo chiaro, distribuendola su livelli comprensibili. In questo modo, la semplicità iniziale non limita le possibilità di personalizzazione.



fig.01
fig.02
fig.03
fig.04
fig.05
fig.06
Enunciato originale del principio You need never decide whether to support potential buyers or eventual users. We are not working with fixed pieces of hardware. We work with either pure software or hardware driven by software. A designer can easily create a system that will fully support both buyer and user, switching appearance depending on current need. You can design the software for an operating system, for example, that will present itself in a very simple form in the store only to slowly open up like a flower, offering the user more and more accessibility and functionality as the user becomes progressively more skilled and more comfortable.
Crippling an interface might help make the initial sale, but in the long run, it can lead to having your most important “sales force,” your existing customer base, not only leave you, but tell your potential buyers to stay away as well.

(fonte: Bruce Tognazzini, First Principles of Interaction Design)



pagina visitata 39 volte dal 13/11/2023